All the light we cannot see

Titolo originale (ingl): All the light we cannot see
Autore: Anthony Doerr
Voto: 5/5
Numero pagine: 530
Anno pubblicazione: 2014

Carissimi lettori e lettrici! Inauguro il mio blog con un gran libro che ho amato dalla prima all’ultima pagina: All the light we cannot see (Tutta la luce che non vediamo).

Parigi, 1934. La piccola Marie-Laure vive con il padre che lavora nel museo di storia naturale. A sei anni la bambina perde la vista e suo padre le costruisce una miniatura del quartiere in cui vivono in modo che lei possa trovare la strada di casa. Nella Germania nazista, l’orfano Werner cresce con la sorella e comincia a nutrire un particolare interesse per le radio, tanto da diventare un esperto nel costruirle e ripararle. Questo talento gli permetterà di entrare nella severa e brutale accademia della Gioventù hitleriana.
In una Francia occupata dai nazisti, le loro strade si incroceranno nel tentativo di sopravvivere agli orrori della guerra.

Penso che questo romanzo sia in assoluto uno dei migliori degli ultimi anni. La storia è incredibilmente intrigante e ci permette di vedere il punto di vista di due ragazzini cresciuti in paesi diversi con ideali diversi, ma uniti dalla speranza e dalla ‘luce’ che nessuno riesce a vedere in tempi così bui. È un romanzo che vuole trovare il bene in entrambe le parti, poiché le loro vite sono state travolte da una tragedia che andava oltre la loro stessa comprensione. Ho semplicemente amato il modo in cui l’autore descrive l’ingenuità con cui i due protagonisti si volgono alla guerra, un’ingenuità tipica della prima adolescenza, che non conosce differenze di razza, ideali, violenza ma che cerca continuamente di ritrovare il bene e la luce di quell’infanzia strappata così brutalmente.

Lo stile dell’autore è un continuo muoversi tra linguaggio tecnico (legato alle radio) ad uno stile che pone un’attenzione estrema al dettaglio, risultando a volte un po’ difficile da comprendere, ma assolutamente incredibile. Sono presenti anche molti flashback che rendono la narrazione piuttosto discontinua, ma risulta comunque semplice da comprendere perché segue principalmente le vite di due persone. La presenza di corrispondenze epistolari nella narrazione in cui alcune frasi sono censurate dai nazisti rendono più reale la narrazione.
Questo è uno di quei pochi (anzi pochissimi) libri che rileggerei ancora una volta, non solo per lo stile dettagliato che mi ha dato non pochi problemi ad una prima lettura, ma anche perché ho assolutamente amato la storia in generale.


Dear readers! I want to start this blog with a review of one the most beautiful books of the last few years – All the light we cannot see.

Paris, 1934. Marie-Laure lives with her father who works as locksmith at the National History Museum. At the age of six she goes blind and her father builds a miniature of the neighbourhood where they live so that she can find her way home. In the Nazi Germany, the orphan Werner lives with her sister and begins to grow an interest for radios. He becomes an expert in building and fixing them and this talent will give him a place at a harsh academy of Hitler Youth.
In occupied France, their stories will converge as they try to survive the horrors of World War II.

The story is incredibly absorbing. The author shows the point of view of two young people who grow up in different countries, with different ideals, but drawn together by hope and the light that no one can see in such hard times. It is a novel that wants to find the good in both parts, since their lives were brutally changed by a tragedy that goes beyond understanding. I loved the way the author describes the innocence and blind faith of the two protagonists, typical of this young age, even during the war. They don’t know race differences, forced ideals or violence but they seek out for hope and the light of their childhood.

The author’s style is a mixture of technical and scientific language and great attention to details. As a result, his way of writing is not always straightforward, yet astounding and worth the struggle. Although there are lots of flashbacks the story is easy to follow since it focuses basically on two characters. Also, short chapters keep the story moving, so it never feels slow. There are chapters that are only letters and some parts are even censored by the Nazis, making it more realistic.
This is one of the very few books that I would like re-read, not just for the style since I struggled so much the first time I read it, but also for the story that I absolutely loved.

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