The Goldfinch – Il Cardellino

Titolo originale (ingl): The Goldfinch
Autrice: Donna Tartt
Voto: 5/5
pagine: 864
anno di pubblicazione: 2013

Il Cardellino. Theo Decker ha tredici anni e vive con la madre a New York dopo che il padre alcolizzato li ha abbandonati per ‘ricominciare una nuova vita’. Ad una mostra di pittura al Metropolitan Museum of Art di New York, sua madre perde la vita in un attentato terroristico. Dapprima preso in cura dai servizi sociali, poi accolto a casa di un amico, Theo si ritrova inesorabilmente catapultato in un mondo ‘per adulti’ in cui la criminalità è all’ordine del giorno. La sola cosa che lo tiene aggrappato al passato e alla madre è un quadro misterioso trovato tra le macerie del museo durante la sua disperata fuga, il Cardellino, che non si decide a riconsegnare e che lo trascinerà in un circolo vizioso che metterà in pericolo la sua stessa vita.

È in primo luogo un Bildungsroman, un romanzo di formazione, poiché segue la crescita di un ragazzino che, in un battito di ciglia, si trova davanti ad una tragedia in cui la sua vita, così come lui la conosceva, è persa per sempre.  La realtà infatti si abbatte su di lui in tutta la sua violenza e lo costringe a crescere prima del tempo.
È stato accostato spesso ai romanzi di Dickens, un moderno Oliver Twist, per le sue descrizioni della piccola criminalità, di adulti irrequieti e irresponsabili, ragazzini trascurati e maltrattati, ambienti urbani cupi e sinistri.
La cosa che più ho amato del romanzo sono i personaggi, è molto raro che una scrittrice riesca a dare una forte personalità a tutti i suoi personaggi, rendendoli estremamente umani e reali, molto diversi tra loro, ma tutti dallo spirito tormentato e irrequieto per motivi differenti.  Una volta terminato il libro, il personaggio di Theo Decker è uno di quelli che rimangono con voi per molto tempo.
L’unico punto negativo di un romanzo che sarebbe altrimenti perfetto, è che l’autrice ha prolungato alcuni passaggi che potevano essere accorciati mantenendo un ritmo della narrazione più vivo e serrato.
È comunque uno dei migliori romanzi degli ultimi anni, premio Pulitzer per la letteratura tutto meritato. Non fatevi intimorire dalle sue 864 pagine, inizialmente anch’io non ero dell’idea di immergermi in un mattone simile, ma sono felice di averlo fatto.


The Goldfinch. Theo Decker is thirteen years old and lives with his mother in New York after his alcoholic and abusive father dumped them to ‘start a new life’. But his life is turned upside down when his mother dies in a terror attack at the Metropolitan Museum of Art. In his panicked escape from the Museum he takes a painting which is her mother’s favourite, The Goldfinch. The social services take care of him, then he is taken in by the family of a school friend. Due to the naïve choice he made to take the painting from the museum and not giving it back, since it reminds him of his mother, he is inexorably drawn into a murky vicious cycle that puts his life in utmost jeopardy.

It is a Bildungsroman, a coming-of-youth novel, since it follows the life of a boy who, in the blink of an eye, sees his life changed forever and experiences a sudden transition to adulthood.
It is praised as a modern Oliver Twist: we can find Dickens in every page because of the descriptions of petty criminals, restless and abusive adults, neglected children and gloomy urban settings.
I absolutely loved the characters, all of them. There is not one flat character, which is pretty rare, and they are all masterly described, nuanced, and they are all trying to deal with their inner demons.  The main character, Theo, is one of those that stay with you for a long time. My only complaint is that I think some parts were a bit dragged out when they could have been shorter.

However, I think this is one the best books of the last few years and it was surely worth the Pulitzer Prize for Fiction 2014. So, don’t be scared by its 864 pages because it is definitely a gem of a book and it is entirely captivating.

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