I am a Japanese writer – Je suis un écrivain japonais

Titolo originale (fr) : Je suis un écrivain japonais
Autore : Dany Laferrière
Voto : 3/5
Anno di pubblicazione: 2008
Numero di pagine: 212

Je suis un écrivain japonais. Questo breve romanzo racconta la storia di un uomo che fa davvero poco, o quasi. Fa dei bagni, scrive appena, si innamora di Midori e legge lo scrittore giapponese Basho. Un giorno, in una intervista, afferma che il suo prossimo libro si intitolerà ‘Je suis un écrivain Japonais’ (Sono un scrittore giapponese), e si scatena il caos.

Questo è uno di quei romanzi a cui non sarei mai arrivata se non me l’avessero dato da leggere per il corso di francese. Inoltre, credo sia uno di quei libri difficili da capire se non si conosce il background dell’autore. I titoli scelti da Laferrière sono provocatori (basti pensare al suo primo libro Come fare l’amore con…). Per capire la sua completa mancanza di un’identità nazionale che lo identifichi come ‘scrittore di un determinato paese’, basta guardare indietro alla sua vita passata: nato ad Haiti, fuggito a Montréal durante la dittatura di Duvalier dove ha vissuto gran parte della sua vita, e oggi divide la propria vita lavorativa tra Miami, Francia e Québec. Insomma, dove collochiamo questo autore? Questa è una domanda che emerge spesso nei suoi libri, per questo dice di non identificarsi con nessun paese (e qui, si spiega il titolo del suo libro, in cui è andato a prendere un paese talmente lontano di cultura, lingua e tradizioni, il Giappone, appunto per denunciare la sua non appartenenza a qualsiasi paese).

Devo essere sincera, il libro potrebbe non piacervi perché è uno di quelli che si apprezzano solo se sono spiegati tutti i dettagli che precedono la sua scrittura, ed il perché esso è stato scritto. Lo consiglio se siete interessati alla letteratura post-coloniale, ma vi avverto che non è un libro per tutti.


I am a Japanese writer. A writer of colour from Montréal has found the perfect title for his new book ‘I am a Japanese writer’. The fame of this book precedes it, and the more famous it gets, the more the author can’t write a word of it. He nurses his writer’s block by taking baths, re-reading the Japanese poet Basho and engaging in amorous intrigues with rising pop star Midori.

I think I would never have bought this book if it hasn’t been for my French class. Besides, I think it is one of those books that are extremely difficult to grasp if you don’t know a bit the story of its author. Dany Laferrière chose provocative titles (just think about his first novel How to make love with…). His complete lack of a national identity which identifies him as an author from a determined country is a recurrent theme in his books. Born in Haiti, he later fled to Montréal during Duvalier’s dictatorship. His life is divided between these two countries. Moreover, his working experience brought him also to Miami and France. So, where do we collocate this author? This is the question that he often asks himself in his novels and therefore writes a travelogue to the inner reaches of the self. With this title, he denunciates the impossibility of finding the self, so he identifies with a country – Japan – which is one of the most different and far from our – US or Europe –  both in distance and culture.

To be honest, you may not like this book, since it is one of those ‘academic’ and ‘highly philosophical’ books which require an explanation before being read. You may like it, a lot of people have, but it isn’t a book for everybody.

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