Happy (belated) women’s day!

Ciao a tutti! Pochi giorni fa era la festa della donna, quindi oggi vi propongo cinque libri scritti da alcune grandi scrittrici che hanno ispirato, e continuano a ispirare, la cultura femminista. So di essere in ritardo di qualche giorno, ma non è vero che le donne andrebbero festeggiate ogni giorno? Quindi perché non oggi?

Ecco a voi i libri…

  • Il Grande mare dei Sargassi – Jean Rhys. Molti di voi conosceranno la storia di Jane Eyree di come la protagonista ignori l’esistenza della moglie pazza di Rochester, Bertha Mason. Nell’opera della Rhys (prequel di Jane Eyre) il punto di vista viene attribuito alla moglie Bertha, che nel romanzo viene chiamata Antoinette, cercando così di far luce su uno dei personaggi più misteriosi della letteratura inglese: la donna pazza rinchiusa in una soffitta.
  • La campana di vetro – Sylvia Plath. È un romanzo autobiografico, poiché Esther è l’alter-ego dell’autrice. È un libro drammatico che racconta l’insicurezza di una giovane donna alle prime armi nel mondo del lavoro. Sarà tale insicurezza, l’indecisione, anche in amore, e una società che non prende sul serio i suoi sogni, che la porteranno a poco a poco nel baratro della depressione clinica. La protagonista si sente come rinchiusa in una campana di vetro senza ossigeno. È un romanzo estremamente crudo, realistico, data anche dalla sua intrinseca vena autobiografica. Venne scritto da Sylvia poco prima del suo suicidio, e con questo suo ultimo (e unico) straziante romanzo ci descrive un mondo cupo, ingiusto.
  • Il quaderno di Maya – Isabel Allende. L’adolescente Maya Vidal, caduta nel circuito dell’alcol e della droga, riesce a riemergere dai bassifondi di Las Vegas e trova rifugio nell’incontaminato arcipelago di Chiloé. In queste isole remote nel Sud del Cile, Maya impara a conoscersi e a conoscere la sua terra d’origine, scopre verità nascoste e, infine, l’amore. È un romanzo estremamente crudo, il racconto di una vita di degrado e criminalità.
  • Rebecca – Daphne du Maurier. A Montecarlo una giovane ragazza (voce narrante della storia ma di cui non viene mai fatto il nome) conosce e sposa il vedovo benestante Maxim de Winter. Una volta giunti alla tenuta di Manderley, in Cornovaglia, la giovane donna è sempre più tormentata dal ricordo della prima moglie di Maxim, Rebecca, alimentato da parenti, amici e dagli stessi servitori. Tale ossessione porterà la protagonista quasi alla follia nel tentativo di essere considerata e onorata come la famosa Rebecca. È il romanzo con cui Daphne du Maurier si è guadagnata il titolo di regina del mystery e del noir.
  • Ru – Kim Thuy. È un romanzo autobiografico scritto dall’autrice Kim Thúy di origine vietnamita residente in Québec.
    il libro è diviso in piccoli capitoli, che sono in alternanza memorie della sua infanzia in Vietnam verso la fine degli anni ’60 a Saigon, un paese lacerato da una sanguinosa guerra, e capitoli che riguardano il suo viaggio verso “il sogno americano”. Memorie della traversata in nave, del campo profughi in Malaysia e dei suoi primi giorni in Canada. È un affresco di una vita da profugo che dapprima si ritrova disperso in un mondo nuovo e sconosciuto e, a poco a poco, ricostruisce una nuova quotidianità.

Spero abbiate passato una bella giornata della donna, festeggiando le donne nella vostra vita, ma anche voi stesse.


Hello everyone! A few days ago was the International women’s day so here are some good reads written by some outstanding and strong women to inspire your feminist spirit. I know, this post is a bit delayed, but I think women should be celebrated every day. So, why not today?

Here they are…

  • Wide Sargasso Sea – Jean Rhys. Jean Rhys’ novel is a prequel to Jane Eyre and describes the past and marriage of Bertha, Rochester’s mad Creole wife who is locked in the attic and whose real name is Antoinette Cosway. The writer stated that she was obsessed and unsatisfied with Brontë’s description of the mad Creole wife, and therefore decided to write her a life. Jean Rhys gave Antoinette an identity, dignity and a voice to tell her side of the story.
  • The Bell Jar – Sylvia Plath. It is an extremely harsh semi-autobiographical novel, due to its strong contents and the description of the protagonist’s raw feelings and emotions and her gradual descent into clinical depression. Esther feels like she is locked into a Bell Jar where she is struggling for breath.  The book was written by Sylvia a short while before her suicide, so it obviously reflects her feelings, her darkness and the impossibility of achieving her dreams in a society that doesn’t take them seriously. It is one of those books that are really heavy going, but totally worth it.
  • Maya’s Notebook – Isabel Allende. It tells the story of a 19-year-old American girl who finds refuge on a remote island off the coast of Chile after falling into a life of drugs, crime, and prostitution. There, Maya Vidal writes her story, she unveils a terrible family secret, but comes also to understand the meaning of love. I love Isabel Allende and it would be insane not to include her in this outstanding women’s list of books.
  • Rebecca – Daphne Du Maurier. While working in Monte Carlo, a young woman – the unnamed narrator of the story – gets to know and eventually marries a rich widower – Maxim de Winter. She accompanies him to his estate named Manderley, in Cornwall. Here she is more and more haunted by the memory of Maxim’s dead wife, Rebecca. With this novel, Daphne du Maurier gained the title of queen of mystery and noir.
  • Ru – Kim Thuy. It is an autobiographical novel written by the Vietnamese author Kim Thúy, who moved to Québec at the age of 10. It is a memoir of war and migration. She highlights the painful aspects of being a refugee, an outsider in a new country. The book is divided into brief chapters that are both memoirs of her childhood in Vietnam, in Saigon at the end of the 60s, and of her journey towards the “American dream”. The author remembers her journey on the boat, her life in a refugee camp in Malaysia, and her early Canadian days, where she seizes what opportunities she can as an immigrant.

Hope you celebrated all the women in your life, but also yourself – if you are a woman.

 

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