Ninna Nanna – Chanson Douce

Titolo Originale (fr): Chanson Douce
Autrice: Leila Slimani
Voto: 3/5
Anno di pubblicazione: 2016
Numero di pagine: 245

Ninna Nanna. Myriam, madre di Mila e Adam, decide di riprendere la sua professione di avvocato. È una scelta dura, e molto discussa con il marito, Paul, ma nonostante i bambini siano ancora molto piccoli, decide di tornare a lavorare, quasi più per sé stessa che per la sua famiglia. Ora però serve assolutamente qualcuno che si prenda cura dei bambini. Dopo una severa selezione, arriva Louise, una donna dolce, solare, forte, diligente. Myriam e Paul sono al settimo cielo. La donna guadagna in poco tempo l’affetto incondizionato dei piccoli e la gratitudine di Myriam e Paul. Tuttavia, Louise non è la donna piccola e dolce che tutti si aspettano. La tata nasconde, sotto la sua apparente perfezione, un’oscurità data dalla sua difficile vita passata e, soprattutto, dalla solitudine che la rode da anni. Questo rapporto di dipendenza che si instaura tra la tata e la famiglia prende così una piega completamente sbagliata, ed infine deraglia rovinosamente.

Tramite la descrizione della giovane coppia e della figura misteriosa della tata, Leila Slimani, che si aggiudica con questo romanzo il prestigioso premio Goncourt 2016, analizza le differenze di classe, i rapporti di forza dettati dal denaro, i pregiudizi culturali e l’indifferenza di alcuni genitori verso i propri figli. Alle volte sembra che l’autrice scriva appunto per denunciare la spensieratezza di Myriam e Paul, i cui innumerevoli impegni impediscono loro di prevedere una incombente tragedia. Leila riesce magistralmente a descrivere tali rapporti di dipendenza e ci pone così davanti ad alcune delle più grandi paure di ogni genitore.

Il libro in generale mi è piaciuto, anche se devo ammettere che forse le mie aspettative erano troppo alte. Forse da un premio Goncourt mi sarei aspettata un filo di più.


Lullaby (known as The Perfect Nanny in the United States). Myriam, mother of two and brilliant lawyer, decides to return to work.  She and her husband, Paul, are forced to look for a nanny for their two young children. After a strict search for a suitable person for the job, they eventually find Louise, who seems like the perfect nanny right from the start. Mila, Myriam and Paul’s daughter, seems to choose her even before her parents. Louise tells stories to the children and sings to them, she cleans the family’s beautiful apartment, even if it isn’t expected of her and she stays late whenever asked. Louise is like the missing piece of a puzzle. But as the couple and the nanny become more dependent on each other, jealousy, resentment, and frustrations mount, shattering into a thousand pieces the idyllic picture.

It’s no spoiler to say that this is a murder story, since we know from the very first page that both children will be killed by their nanny. What’s intriguing, is to unravel the hidden causes that led to these two murders and Louise’s transition from the perfect nanny into a monster. In a series of flashbacks, Louise’s brutal past comes slowly to light. Domestic violence, unpaid bills, the almost-aborted daughter she could not bring herself to love, the death of her husband, and the loneliness she suffered from. Class difference and parental absenteeism towards their children are some other important themes that Leila touches in this novel.

It is masterly written and I would truly recommend it, but I think that my expectations were a bit too high, especially since it won the prestigious Goncourt Prize in 2016.

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